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Il 3 febbraio: Oratorio di Santa Caterina delle Ruote mostra fotografica: donne-coraggio

 

 

 

PONTE A NICCHERI (BAGNO A RIPOLI) – Il peso delle emozioni può essere schiacciante, talvolta troppo grande da gestire da soli quando è legato ad un’esperienza traumatica come è quella provata da chi è stato colpito da tumore.

 

Un tunnel attraversato e da cui sta uscendo un gruppo di donne colpite al seno da questa terribile malattia, operate e curate all’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri, e sostenute dall’unità di Psiconcologia dalla psicologa Elisabetta Surrenti.

 

Una malattia che stravolge la vita delle donne coinvolte, dalla quale ci si può rialzare soprattuto se aiutate. Ma anche dalla condivisione delle proprie emozioni con altre donne toccate dalla stessa malattia.

 

Fondamentale il lavoro della psicologa che, chiedendo chi di loro fosse d’accordo, è riuscita a riunirle affinché ognuna potesse (e volesse) raccontare il proprio percorso. A beneficio di se stessa e delle altre.

 

“Parlare della propria esperienza e del percorso fatto a persone che non conoscevamo non fu affatto semplice, avendo poi già passato quello che avevamo passato” queste sono le prime parole di Stefania, grassinese, che fa parte del gruppo che ne è nato chiamato appunto “Il peso delle emozioni”, quando parliamo insieme della prossima iniziativa a cui si sono prestate.

 

“Ma da questa condivisione di sofferenza ne sono nate poi delle amicizie – continua – Iniziammo con degli incontri quasi casuali, raccontandoci  i nostri percorsi, le nostre storie tutte diverse ognuna dall’altra e dando voce ai pensieri, alle emozioni, alle paure. Sempre accompagnate e guidate dalla dottoressa Surrenti. Per noi questi incontri erano e sono fondamentali”.

 

“Si è formato un bellissimo gruppo – conferma Martine, anche lei nella squadra – Siamo tutte persone diverse e dopo aver superato la difficoltà iniziale nel raccontare qualcosa che a volte avremmo voluto dimenticare, siamo riuscite a creare tra di noi un legame”.

 

“All’interno del nostro reparto riteniamo che non ci si possa occupare solo del corpo senza occuparsi della mente” sono le parole della dottoressa Surrenti, dell’unità di psiconcologia, istituita dal direttore del dipartimento di oncologia, dottoressa Luisa Fioretto, che lavora insieme alla responsabile dottoressa Caligiani.

 

“E’ necessario prendersi cura di una mente che soffre perché soffre il corpo – continua – arrivando ad una riabilitazione completa per entrambi. Insieme a questo gruppo di donne abbiamo seguito alcuni step, che sono partiti dalla diagnosi della malattia, all’accettazione della stessa ed alla scoperta di nuove parti di loro stesse che devono essere integrate con la loro storia e con il trascorso che hanno avuto”.

 

“Ecco che le  iniziative seguite – racconta ancora la dottoressa Surrenti – portano ad un ultimo passo che vede il paziente spiccare il volo e camminare autonomamente. Questa mostra fotografica ne sarà una ulteriore conferma”.

 

Lo scopo inoltre potrebbe essere quello di far conoscere la realtà di quanto viene fatto in questa unità per le persone che si trovano ad affrontare la malattia, potendo così diventare un riferimento per la comunità.

 

 

Dalle storie di questo gruppo ne è nato anche un libro, fortemente appoggiato dalla vicesindaco di Bagno a Ripoli Ilaria Belli e già presentato, il cui titolo riporta il loro stesso nome. Dove sono state inserite anche delle ricette di cucina studiate con l’aiuto di due dottoresse nutrizioniste.

 

Il ricavato delle vendite viene devoluto al centro oncologico dell’ospedale di Ponte a Niccheri, a sostegno dei progetti in aiuto a queste cure.

 

Il 3 febbraio, all’Oratorio di Santa Caterina delle Ruote (Bagno a Ripoli), alle 10 ci sarà l’inaugurazione di questa nuova iniziativa fotografica, a cui però solo alcune di loro sono riuscite a partecipare: con l’aiuto di Vittoria Govoni, studentessa di fotografia che ha avuto l’idea e ne ha curato il progetto, StefaniaNicolettaLorellaMartine e Donata si sono prestate a farsi ritrarre in una veste insolita, artistica che mostra soprattutto quanto coraggio e determinazione abbiano. Guadagnandosi così una ulteriore rivincita.